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Archivio per dicembre 2009
Stati generali del Pdl a Crotone

Stati generali del Pdl a Crotone

Si è conclusa con un grande successo la convocazione degli “Stati Generali del PDL” tenutasi il 19 dicembre presso il centro congressi Dentalia.

 Un’occasione importante non solo per sostenere il candidato a Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, ma anche per affrontare,specialmente nel quadro generale delle future linee di sviluppo economico  Calabrese, il ruolo della provincia di Crotone e del suo territorio.

 Oltre i numeri, le presenze, i bilanci, le affluenze e l’autorevolezza politica dei relatori, un primato alla manifestazione va riconosciuto: aver messo in risalto e sottoposto al Candidato Presidente Scopelliti la significatività e l’urgenza di risposte, non più procrastinabili, che la politica a livello regionale deve dare al territorio crotonese:  a partire dalla bonifica per arrivare all’occupazione, al turismo e alla sanità; risposte che purtroppo, aldilà dei proclami dell’assessore Sulla, la giunta Loiero e la sinistra hanno sempre disatteso.

 E’ tempo ormai, come ha detto il senatore Esposito nel suo intervento, che la Provincia di Crotone faccia capire con chiarezza ai diversi livelli istituzionali l’importanza che la Locomotiva Calabria sia una e una sola e che non si può proprio neppure pensare a un convoglio “costretto” a viaggiare a due diverse velocità e con Crotone sempre vagone di coda.

 Diventa quindi necessario per il futuro lavorare su questa visione  globale di sviluppo se si vuole costruire un nuovo percorso di partecipazione politica  che diventi momento esaltante per una forte affermazione del Pdl e del Presidente Scopelliti.

 Come hanno dimostrato gli Stati Generali e a dispetto dei detrattori siamo un grande partito al servizio di un grande Paese, un movimento al servizio della gente, fondato sulla fede nella libertà e sul buon governo!

Il PdL non è un partito di plastica, ma fatto di persone, uno strumento politico vivo, articolato, fatto di migliaia di eletti, di militanti, di sostenitori.

 

Franco  Iona – Dirigente PDL

Un Felice e sereno Natale a Tutti da  Franco Iona…

L’aggressione subita Domenica sera da Silvio Berlusconi era stata in un certo modo lungamente annunciata. Poteva non accadere, certo. Ma che sia stata un episodio estemporaneo può affermarlo solo chi vive sulla luna o è in mala fede.

Quando contro una persona ed un governo si alimenta per mesi una campagna personale di violenza politica e mediatica, questi sono i frutti. Berlusconi è stato accusato, da una parte non irrilevante dell’opposizione, di tutto: dal voler abolire la libertà di stampa, instaurare un regime e sopprimere la democrazia, fino ad essere colluso con la mafia e mandante delle stragi del ’92. Qualche giornale ha elaborato teoremi che lo vedevano burattinaio perfino nella vicenda Marrazzo. Su internet i blog tipo “Kill Silvio” giravano da mesi, non da ieri.

Non vedevamo in questa misura dagli anni Settanta: l’Odio. Che si è sommato, in alcuni settori politici e perfino istituzionali, ad un calcolo: buttare giù Berlusconi in modo normale era ed è impossibile, visto il consenso del quale gode; dunque proviamo con la violenza.

La violenza non è solo quella della piazza. E’ anche di certe accuse giudiziarie, di certi teoremi giornalistici, di certi surreali teatri televisivi dove tutto è permesso e che esistono solo in Italia.

L’opposizione di per sé non è violenta, chiunque sia al governo. Quegli altri poteri, invece, possono ricorrere alla violenza, possono armarla e manipolarla. Possono fare e dire ciò che vogliono.

E’ alla fine quello che è accaduto.

La teoria del “pazzo isolato” lascia il tempo che trova, e non solo perché colpendo qualche centimetro più in alto quel pazzo poteva anche uccidere. L’aggressore ha potuto agire perché si è sentito caricato e legittimato da una violenza ed una campagna ben più organizzata, per quanto minoritaria . Questa campagna si è rivolta innanzi tutto alla piazza, organizzandola e sobillandola in mille modi. Molti modi, certo, ammantati di “civiltà”: appelli, raccolte di firme, nomi illustri.

Ma l’obiettivo è sempre stato uno solo, Berlusconi. Una anche la modalità, la demonizzazione della persona. Ed uno anche il sentimento, l’odio.

Domenica. La piazza era già pronta, caricata al punto giusto, in quel clima una mente un po’ malata ha agito naturalmente; ma alle spalle aveva una molla e menti tutt’altro che squilibrate.

Ora assistiamo ai deliri di Di pietro ed ai patetici distinguo della Bindi. Potremmo archiviarli come frutto di una politica da ultras, segnata dall’odio politico, ma pur sempre politico

Se l’opposizione “responsabile” non li isola ora, se non fa ora una seria autocritica, se non ristabilisce con la maggioranza un rapporto corretto, sarà nuovamente troppo tardi. Ed altrettanta consapevolezza deve venire dalle istituzioni. Come oggi affermano molti, non è più il tempo dei “se” e dei “ma”. Li prendiamo in parola, ma li attendiamo anche alla prova dei fatti.

 Dirigente PDL
  Franco Iona

 

Un nostro amico e  lettore ci scrive una breve riflessione che volentieri pubblichiamo:

“Mi chiamo Ezio Scavelli, imprenditore calabrese, estimatore ed elettore di Silvio Berlusconi, grato e riconoscente di quanto sta facendo per il nostro Paese. Gli esprimo i più sinceri auguri di pronta guarigione e la mia solidarietà. Sarebbe per me un grande onore poterlo un giorno incontrare di persona per esprimergli il mio sostegno e la mia stima per la sua grande umanità.”

Ezio Scavelli.

 

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