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Categoria: Berlusconi

 

Il governo incassa due “sì” convinti dagli imprenditori: sì alla manovra da 24,9 miliardi; sì anche al piano per dare più libertà all’impresa, con la riforma dell’articolo 41 della Costituzione. Il pieno sostegno del mondo dell’impresa è stato espresso dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, con parole anche dure verso quelle categorie che protestano contro un provvedimento che ci allinea con quanto stanno facendo tutti i Paesi europei: “Chi protesta contro questi tagli si esprime contro il Paese, il governo resista seriamente a chi vuol far ridurre la portata della manovra”. Fischieranno le orecchie alla Cgil e ai magistrati, che già hanno annunciato lo sciopero. Ma anche all’opposizione. Il governo ha trovato in questi giorni sulla sua strada le scontate critiche “a prescindere” del Pd , Bersani in testa. Critiche che, nel consueto deserto di proposte che le accompagnano, lasciano il tempo che trovano e suonano ancora più sterili se si confrontano con l’apprezzamento che invece arriva dai diretti interessati: quegli imprenditori italiani che hanno dimostrato di saper agganciare la ripresa e sono certamente più titolati ad esprimere un parere su proposte e provvedimenti dai quali dipendono il futuro e la crescita di competitività delle loro aziende.

Non solo la manovra, dicevamo, ma anche il progetto di riforma per imprese più libere. Si tratta di un piano che guarda soprattutto alle piccole e medie imprese, spina dorsale del nostro sistema economico.Ancora più importante per la nostra martoriata Provincia di CROTONE, solo grazie al coraggio di pochi imprenditori che vogliono continuare a scommettere nella terra dove sono nati, spesso non apprezzati ed in altre occasione abbandonati, rimangono gli unici a poter garantire eventuali posti di lavoro con le loro Imprese. Un piano anticipato da Tremonti in Corea e ribadito dal premier nel suo messaggio ai “Promotori della libertà”. Da Emma Marcegaglia è arrivato un esplicito invito ad andare avanti con celerità, anticipando anche alcune mosse in attesa di una revisione costituzionale che avrà tempi più lunghi. E ieri era stata la volta del presidente della Piccola industria di Confindustria, Vincenzo Boccia: “L’annuncio di Berlusconi e Tremonti è molto importante. La riforma dell’articolo 41 della Costituzione, se si tradurrà nell’adozione anglosassone dell’autocertificazione, porterà una semplificazione e quindi una velocizzazione delle start-up”. Quindi meno vincoli alla nascita di nuove imprese, in un mondo in cui “i tempi della competitività sono ormai accelerati, perché chi ha una buona idea deve essere messo nella condizione di realizzarla velocemente”.

In questo quadro sottolineado che “la nuova direttiva Small Business Act varata dal governo legittima il ruolo dell’impresa e va nella giusta direzione”. Dagli Imprenditori arrivano sugerimenti e proposte, prima fra tutte la proroga della Tremonti-ter per agevolare gli investimenti necessari per muovere la crescita economica del paese ITALIA, bisogna necessariamente non perdere la fiducia nelle Istituzioni. Nella nostra Provincia dobbiamo necessariamente puntare lo sguardo attento con fiducia verso gli Imprenditori locali, sono solo loro la vera risorsa del nostro Territorio, che può pensare, in concertazione con le Istituzioni Locali e le associazioni di categorie  ad un piano concreto e reale dello Sviluppo  Economico e Sociale della Provincia di CROTONE !!!!!                          

  

                                                                          “Promotori della Libertà”

                                                                                    Franco Iona

I governatori delle quattro Regioni strappate alla sinistra faranno da battistrada per il rilancio del piano casa, che si è arenato nelle sabbie di farraginose legislazioni-cornice approvate dalle giunte rosse e nei meandri delle autorizzazioni dei Comuni. Concepito da Berlusconi e varato dal governo ormai un anno fa, il piano risponde sostanzialmente a due criteri-base: il primo, che ogni cittadino sia padrone in casa propria e possa ampliare del 20% le volumetrie di abitazioni uni o bifamiliari (la classica stanza in più per il figlio) o effettuare migliorie interne ed esterne senza passare sotto le foche  lunghi quanto costosi passaggi burocratici; il secondo, dare la scossa a un settore edile in crisi, creando occupazione e muovendo decine di miliardi di investimenti. Quello che servirebe per provare a rimuovere l’economia della nostra Provincia.

Sul piano casa il governo del FARE, si era mosso nel quadro del massimo rispetto delle prerogative regionali e il provvedimento non lasciava spazio a recriminazioni di sorta, escludendo in partenza interventi di speculazione edilizia e oltraggi al paesaggio e ai centri storici. L’approccio ideologico ha avuto invece il sopravvento nelle leggi varate dalle giunte di centrosinistra, che hanno di fatto svuotato il provvedimento governativo. Le burocrazie municipali (per far cassa) hanno fatto il resto, barricandosi dietro vincoli restrittivi e onerosi. Per superare quest’ultimo ostacolo tutti i neogovernatori sono orientati ad approvare proprie leggi sulla deregulation, che contengano per esempio – per certe tipologie di interventi – il superamento della Dia (l’autorizzazione per iniziare i lavori), con conseguente risparmio di tempo e di soldi per il cittadino. Una legge del genere supererebbe le resistenze burocratiche dei Comuni ed eviterebbe inutili contenziosi.

Apripista di questo nuovo approccio potrebbe essere la Calabria, unica regione che non si è data una legge (se non in extremis, senza però varare il regolamento attuativo), tanto che la disastrosa giunta Loiero è stata per questo commissariata. Scopelliti ha già chiarito che il piano casa sarà uno dei primi provvedimenti del nuovo Consiglio, che si muoverà sul solco di quanto proposto da Berlusconi: ampliamenti fino al 20% per le villette, bonus del 30% e fino al 35% in presenza di adeguate dotazioni di verde per la demolizione e la ricostruzione, esclusione dei centri storici. Modifiche alle leggi regionali varate dalla sinistra e sostanziale allineamento alle proposte del governo, con più semplificazioni e meno paletti burocratici, sono annunciati anche dagli altri governatori del centrodestra. Dopo la falsa partenza scientificamente orchestrata dalle giunte rosse, si prepara così il rilancio del piano casa di Berlusconi, atteso dai cittadini e dalle imprese, soprattutto quelle piccole e medio-piccole che più di altre hanno sofferto finora per la crisi. Sono ormai undici le regioni governate dal centrodestra, con 41 milioni di cittadini amministrati e il 70% del pil nazionale. Quando il piano casa verrà finalmente dispiegato in tutta la sua potenzialità, i governatori di sinistra avranno qualche difficoltà a spiegare a migliaia di piccoli proprietari e imprenditori per quale motivo il prato del vicino è più verde, senza steccati e certo più libero. Inizia una nuova  storia, ma é sempre la nostra storia!!!!!

    Dirigente PDL
     Franco Iona

L’aggressione subita Domenica sera da Silvio Berlusconi era stata in un certo modo lungamente annunciata. Poteva non accadere, certo. Ma che sia stata un episodio estemporaneo può affermarlo solo chi vive sulla luna o è in mala fede.

Quando contro una persona ed un governo si alimenta per mesi una campagna personale di violenza politica e mediatica, questi sono i frutti. Berlusconi è stato accusato, da una parte non irrilevante dell’opposizione, di tutto: dal voler abolire la libertà di stampa, instaurare un regime e sopprimere la democrazia, fino ad essere colluso con la mafia e mandante delle stragi del ’92. Qualche giornale ha elaborato teoremi che lo vedevano burattinaio perfino nella vicenda Marrazzo. Su internet i blog tipo “Kill Silvio” giravano da mesi, non da ieri.

Non vedevamo in questa misura dagli anni Settanta: l’Odio. Che si è sommato, in alcuni settori politici e perfino istituzionali, ad un calcolo: buttare giù Berlusconi in modo normale era ed è impossibile, visto il consenso del quale gode; dunque proviamo con la violenza.

La violenza non è solo quella della piazza. E’ anche di certe accuse giudiziarie, di certi teoremi giornalistici, di certi surreali teatri televisivi dove tutto è permesso e che esistono solo in Italia.

L’opposizione di per sé non è violenta, chiunque sia al governo. Quegli altri poteri, invece, possono ricorrere alla violenza, possono armarla e manipolarla. Possono fare e dire ciò che vogliono.

E’ alla fine quello che è accaduto.

La teoria del “pazzo isolato” lascia il tempo che trova, e non solo perché colpendo qualche centimetro più in alto quel pazzo poteva anche uccidere. L’aggressore ha potuto agire perché si è sentito caricato e legittimato da una violenza ed una campagna ben più organizzata, per quanto minoritaria . Questa campagna si è rivolta innanzi tutto alla piazza, organizzandola e sobillandola in mille modi. Molti modi, certo, ammantati di “civiltà”: appelli, raccolte di firme, nomi illustri.

Ma l’obiettivo è sempre stato uno solo, Berlusconi. Una anche la modalità, la demonizzazione della persona. Ed uno anche il sentimento, l’odio.

Domenica. La piazza era già pronta, caricata al punto giusto, in quel clima una mente un po’ malata ha agito naturalmente; ma alle spalle aveva una molla e menti tutt’altro che squilibrate.

Ora assistiamo ai deliri di Di pietro ed ai patetici distinguo della Bindi. Potremmo archiviarli come frutto di una politica da ultras, segnata dall’odio politico, ma pur sempre politico

Se l’opposizione “responsabile” non li isola ora, se non fa ora una seria autocritica, se non ristabilisce con la maggioranza un rapporto corretto, sarà nuovamente troppo tardi. Ed altrettanta consapevolezza deve venire dalle istituzioni. Come oggi affermano molti, non è più il tempo dei “se” e dei “ma”. Li prendiamo in parola, ma li attendiamo anche alla prova dei fatti.

 Dirigente PDL
  Franco Iona

 

Un nostro amico e  lettore ci scrive una breve riflessione che volentieri pubblichiamo:

“Mi chiamo Ezio Scavelli, imprenditore calabrese, estimatore ed elettore di Silvio Berlusconi, grato e riconoscente di quanto sta facendo per il nostro Paese. Gli esprimo i più sinceri auguri di pronta guarigione e la mia solidarietà. Sarebbe per me un grande onore poterlo un giorno incontrare di persona per esprimergli il mio sostegno e la mia stima per la sua grande umanità.”

Ezio Scavelli.

 

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