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Categoria: Ambiente

I governatori delle quattro Regioni strappate alla sinistra faranno da battistrada per il rilancio del piano casa, che si è arenato nelle sabbie di farraginose legislazioni-cornice approvate dalle giunte rosse e nei meandri delle autorizzazioni dei Comuni. Concepito da Berlusconi e varato dal governo ormai un anno fa, il piano risponde sostanzialmente a due criteri-base: il primo, che ogni cittadino sia padrone in casa propria e possa ampliare del 20% le volumetrie di abitazioni uni o bifamiliari (la classica stanza in più per il figlio) o effettuare migliorie interne ed esterne senza passare sotto le foche  lunghi quanto costosi passaggi burocratici; il secondo, dare la scossa a un settore edile in crisi, creando occupazione e muovendo decine di miliardi di investimenti. Quello che servirebe per provare a rimuovere l’economia della nostra Provincia.

Sul piano casa il governo del FARE, si era mosso nel quadro del massimo rispetto delle prerogative regionali e il provvedimento non lasciava spazio a recriminazioni di sorta, escludendo in partenza interventi di speculazione edilizia e oltraggi al paesaggio e ai centri storici. L’approccio ideologico ha avuto invece il sopravvento nelle leggi varate dalle giunte di centrosinistra, che hanno di fatto svuotato il provvedimento governativo. Le burocrazie municipali (per far cassa) hanno fatto il resto, barricandosi dietro vincoli restrittivi e onerosi. Per superare quest’ultimo ostacolo tutti i neogovernatori sono orientati ad approvare proprie leggi sulla deregulation, che contengano per esempio – per certe tipologie di interventi – il superamento della Dia (l’autorizzazione per iniziare i lavori), con conseguente risparmio di tempo e di soldi per il cittadino. Una legge del genere supererebbe le resistenze burocratiche dei Comuni ed eviterebbe inutili contenziosi.

Apripista di questo nuovo approccio potrebbe essere la Calabria, unica regione che non si è data una legge (se non in extremis, senza però varare il regolamento attuativo), tanto che la disastrosa giunta Loiero è stata per questo commissariata. Scopelliti ha già chiarito che il piano casa sarà uno dei primi provvedimenti del nuovo Consiglio, che si muoverà sul solco di quanto proposto da Berlusconi: ampliamenti fino al 20% per le villette, bonus del 30% e fino al 35% in presenza di adeguate dotazioni di verde per la demolizione e la ricostruzione, esclusione dei centri storici. Modifiche alle leggi regionali varate dalla sinistra e sostanziale allineamento alle proposte del governo, con più semplificazioni e meno paletti burocratici, sono annunciati anche dagli altri governatori del centrodestra. Dopo la falsa partenza scientificamente orchestrata dalle giunte rosse, si prepara così il rilancio del piano casa di Berlusconi, atteso dai cittadini e dalle imprese, soprattutto quelle piccole e medio-piccole che più di altre hanno sofferto finora per la crisi. Sono ormai undici le regioni governate dal centrodestra, con 41 milioni di cittadini amministrati e il 70% del pil nazionale. Quando il piano casa verrà finalmente dispiegato in tutta la sua potenzialità, i governatori di sinistra avranno qualche difficoltà a spiegare a migliaia di piccoli proprietari e imprenditori per quale motivo il prato del vicino è più verde, senza steccati e certo più libero. Inizia una nuova  storia, ma é sempre la nostra storia!!!!!

    Dirigente PDL
     Franco Iona

Tutte le mie speranze ed i miei propositi in questi anni sono stati puntati sullo sviluppo e sul cambiamento della nostra provincia.
La mia lunga esperienza di imprenditore mi insegna che in una società dove sono molti i fattori di crisi non può che essere dotata di infrastrutture al passo coi tempi, che accorcino le distanze.

Credo che per Crotone ed i paesi del suo territorio sia ormai arrivato il momento di una nuova rinascita sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista dell’organizzazione delle infrastrutture e dei servizi offerti sia al cittadino che vive questi luoghi sia per il turista che dovrebbe essere incentivato a ritornare nel nostro territorio.

Qui Comune, Provincia e Regione  farebbero bene a unire gli sforzi ed a correre ai ripari perché le condizioni della strada più importante della provincia sono veramente ai limiti della decenza e non sono certo un buon biglietto da visita per la cittadina Jonica. Nell’animo ho sempre avuto l’ideale di una regione più libera e più unita, con interventi distribuiti equanimemente sul territorio, di una società più giusta ed emancipata, di una comunità più evoluta. Io, con voi, voglio costruire un’altra provincia, voglio rendere visibile e concreto il nostro territorio che ormai da molti anni ha solo subito scelte poco costruttive.

Con l’impegno e la caparbietà che hanno sempre accompagnato il mio operato vorrei con l’aiuto di tutti contribuire a costruire una Calabria più europea, più visibile, più vicina.

 

 Dirigente PDL

Franco Iona

Le Castella

Le Castella

Come tutti sappiamo l’industria turistica da sempre rappresenta un motore di crescita economica e di rigenerazione ambientale, urbana e sociale.

La Calabria e la nostra Provincia, in questi anni, nonostante un patrimonio ambientale, culturale ed artistico di rilievo, hanno risentito ben poco dell’aumento globale dei flussi turistici nazionali ed internazionali.

In questi ultimi mesi,  tuttavia abbiamo favorevolmente registrato, a tutti i livelli politici ed economici, un aumento di consapevolezza del ruolo strategico del settore, per i suoi effetti in termini di ricchezza e occupazione, e mi preme ricordare che il nostro governo ha adottato alcune misure importanti in questa direzione.

mi riferisco:

alla Banca del Mezzogiorno nata con l’auspicio che tramite operazioni di piccolo e medio credito alle imprese si possa assistere a un rilascio delle attività produttive del Mezzogiorno, con la creazione di nuovi distretti industriali in aree sotto utilizzate;

al progetto Italia &Turismo con il quale il ministro Brambilla ha messo a disposizione per l’industria turistica quasi 3 miliardi di euro a condizioni vantaggiose rispetto alla ordinaria attività creditizia. Ricordo a tutti che per il settore turistico non era mai stato utilizzato niente del genere.

Si tratta infatti di un progetto senza precedenti per la sua specificità, per il suo livello di plafond raggiunto, per l’eccezionalità delle condizioni applicate, per il numero di istituti bancari e sportelli coinvolti.

Il nostro governo ha fatto e sta facendo la sua parte,  adesso sta agli enti locali e regionali, nonché a tutti gli operatori del settore cercare di definire le politiche funzionali alla generazione di percorsi virtuosi di crescita del territorio, tenendo conto dei caratteri strutturali e delle potenzialità turistiche nei diversi contesti locali, al fine di favorire lo sviluppo di un’offerta sistemica.

Naturalmente per fare ciò chiediamo un ulteriore sforzo al nostro governo con interventi e con misure ad hoc per risolvere gli annosi problemi del nostro sviluppo turistico che, personalmente, riassumo in tre grandi direttive d’azione:

1)l’urgenza di dotare il territorio di infrastrutture degne di questo nome.

Non si può lavorare in un settore così sensibile al giudizio del fruitore finale con l’erogazione dell’acqua a giorni alterni, black-out ricorrenti dell’energia, strada dissestate e collegate in maniera non ottimale, per citare solo alcuni degli elementi che scoraggiano il turista ad avventurarsi tra le ricchezze del nostro territorio.

2)Lo studio di agevolazioni fiscali e contributive per gli imprenditori turistici operanti nel meridione: un imprenditore turistico al nord ha sicuramente una resa superiore a quella di un imprenditore turistico del sud.

3)Una riformulazione del settore trasporti con il riammodernamento delle stazioni ferroviarie e degli aeroporti ed una rivisitazione delle tariffe in quanto il costo maggiore e la qualità peggiore delle tratte meridionali rispetto a quelle dirette al nord o al centro rappresentano un handicap per lo sviluppo turistico del nostro territorio.

Uniti assieme , questi fattori rappresentano un ostacolo al turismo che è necessario e prioritario eliminare.

Considerato quindi che i problemi dello sviluppo turistico sono più o meno simili nelle diverse province interessate, io credo che la strada maestra da seguire, con l’imprescindibile aiuto del governo, è quella di creare una rete in cui enti locali, camere di commercio e imprenditori del settore lavorino tutti per un solo ed unico obiettivo, cioè quello di creare il “Prodotto Calabria”,

perché solo coordinandoci possiamo creare iniziative concrete per lo sviluppo.

Corre l’obbligo su questo,  ricordare,  che la nuova amministrazione provinciale, ed in particolare l’Assessore al turismo, sta dimostrando in termini operativi tutta l’attenzione per rilanciare questo settore: “Inizia una nuova storia, ma è sempre la nostra storia”.

 

 Dirigente PDL Crotone

Franco Iona

CAPOCOLONNA - CROTONE

CAPOCOLONNA - CROTONE

E’ stato approvato lo scorso 23 dicembre dal Consiglio dei ministri il nuovo regolamento del ministero per i Beni e le attività culturali che prevede una razionalizzazione delle direzioni generali centrali e periferiche dell’amministrazione.

Un bel passo avanti anche in Italia e mi auguro anche nella nostra provincia. Infatti, per la prima volta si fa una distinzione tra tutela e custodia del patrimonio culturale e valorizzazione economica e turistica che finalmente verrà affidata a figure professionali con spiccate capacità manageriali.

Questo progetto di riforma non intende in alcun modo disunire la tutela del nostro patrimonio,ma intende razionalizzare la gestione e valorizzare la fruizione del pubblico attraverso una azione più efficace sui musei; oggi purtroppo abbandonati a se stessi. Basta andare a Capocolonna e visitare il parco archeologico e ci si sente male per lo stato di abbandono in cui versa sia la zona degli scavi sia il museo; nessun servizio aggiuntivo , nessuna forma nemmeno accennata di organizzazione o di attenzione nei confronti del visitatore. L’impatto che si ha è desolante , un luogo d’eccellenza lasciato in balia del nulla. Un luogo che definirei dell’abbandono e non un posto di cultura, l’erbaccia tra gli scavi,  i rifiuti lasciati li come reperti di una civiltà in degrado.

Un migliore allestimento e una migliore capacità di comunicazione esterna sarebbe doverosa.

Se consideriamo che abbiamo il patrimonio culturale più importante della regione Calabria, che il turismo culturale in ogni regione è in crescita mentre da noi sta perdendo visitatori.

Credo sia arrivato il momento di mettere insieme tutte le risorse e creare l’indotto sull’industria turistica culturale che è fondamentale per una nuova fase di crescita economica. Credo sia arrivato il momento di comunicare ai visitatori che li stiamo aspettando con la consapevolezza di trasmettere loro la nostra cultura. Per questo motivo i nostri musei dovrebbero offrire una migliore accoglienza: dovrebbero essere più curati e dovrebbero avere orari più adatti alle aspettative del pubblico,dovrebbero sicuramente suscitare maggiori dibattiti culturali.

E’ vero che il nostro territorio offre tanto dal punto di vista paesaggistico, ma l’uomo che lo vive quotidianamente deve promuoverlo e custodirlo per renderlo ancora di più, degno, di essere conosciuto e visitato da un numero di persone sempre maggiore.

 Dirigente PDL Crotone

 Franco Iona

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